Leonesse in branco

Il team che funziona. Il ruolo relazionale dell’emozione

Quanto spesso durante un colloquio di selezione o in un Cv si sente o si legge “capace di lavorare in gruppo”? Certamente questa è una competenza trasversale fondamentale in moltissime professioni, forse è asseribile perfino che lo sia in tutte, ma vediamo perché.

In Smartpeg si conosce bene quanto la persona e la sua centralità nel mondo aziendale facciano la differenza: il suo benessere, la sua crescita professionale e personale, leggi l’articolo.

Se la persona è il motore, il cuore pulsante del valore dell’azienda e del suo successo, quali sono gli aspetti personali che sono a loro volta centrali nell’individuo e nel rapporto tra colleghi e collaboratori, superiori e clienti? Sicuramente le emozioni, la loro gestione e tutta la dimensione comunicativa che esse hanno. Da un po’ di anni il ruolo delle emozioni si è svincolato dall’essere pensato come impedimento al risultato e alla vita sociale. Anzi, più del Quoziente Intellettivo, l’IE, l’intelligenza emotiva, viene sempre più studiata e ritenuta una componente che incide fortemente sul successo professionale e non.

Fortunatamente, riscoprendo in questi termini il peso, in termini positivi, delle emozioni, riusciamo a valorizzare maggiormente le risorse umane in azienda, in particolare nei lavori di squadra.

Dall’essere delle tigri, all’essere dei leoni: questa è la provocazione che qui noi di Smartpeg proponiamo per un team che funziona e che comunica. Il filosofo Dumouchel infatti ci spiega che le tigri sono senza emozioni, per come oggi vengono intese, ma i leoni no: “(…) perché i leoni, mammiferi sociali, usano quegli stati psicofisiologici che noi associamo alle emozioni per coordinarsi fra loro, mentre la tigre, che sociale non è, si limita ad avere stati interni, ma non si coordina con nessun altro“. (citato in “P. Bertrando, Il terapeuta e le emozioni”).

In un team che sviluppi un buon grado di coesione e che incrementi gestione degli obiettivi, percentuale di successo e produttività servono allora le sottodimensioni dell’Intelligenza Emotiva descritte da Goleman:

  • consapevolezza
  • autocontrollo
  • motivazione
  • empatia
  • abilità sociali

Tutto ciò, insieme a stili comunicativi efficaci, a ruoli ben definiti, il giusto stile di leadership per il giusto progetto e persone competenti, formano team di successo.

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